lunedì 4 aprile 2016

Appuntamento con "Avvino"


 Ancora un appuntamento con la giornalista enogastronomica e sommelier Angela Merolla, presso la Caffetteria-Enoteca Bossa di Poggiomarino in provincia di Napoli.




IV appuntamento “AvVinO” all’Enoteca Bossa

Giovedì 7 Aprile, quarto appuntamento con il corso di avvicinamento al vino “AvVinO” condotto dalla giornalista di enogastronomia e sommelier Angela Merolla, presso la Caffetteria- Enoteca Bossa di Poggiomarino in provincia di Napoli.
Divertendosi, in un’atmosfera conviviale, con la partecipazione per ogni appuntamento di sempre diversi produttori del wine& food, Angela ha condotto l’intero corso coinvolgendo ed appassionando i partecipanti all’argomento Vino .
Il prossimo giovedì, coadiuvata da Marco Serra, produttore ed enologo dei vini cilentani di Aquara “Tenuta Mainardi”, tratterà argomenti riguardanti i rudimenti dell’enologia, attraverso la storia e le tecniche di vigna come di cantina. Verranno stimolate e riscoperte le memorie olfattive tramite l’esame organolettico guidato dei vini.
La lezione presso l’enoteca, si alternerà tra la degustazione di tre tipologie di vini ”Tenuta Mainardi”  e la cena.
Sintonie – Moscato secco in purezza annata 2015
Estro –      Fiano in purezza annata 2015
Fratis –     Aglianico 50%-Barbera 40%-Merlot 10% annata 2015
Sarà d’eccezione anche il food della serata, infatti  Enzo Sannino, della Pizzeria Maria Marì,storico maestro pizzaiolo di Napoli, con la moglie Maria, cuoca eccelsa, realizzeranno nella postazione attrezzata per l’occasione da Bossa, fritti napoletani e mini calzoni.
Seguiranno:
Sorbetto Fragola e Limone “Vanilla Ice” di Pina Molitierno
Selezione di formaggi, salumi e sottolii di Vincenzo Bossa
Bruschette con pani misti del mastro fornaio Filippo Cascone di Lettere e Olio extravergine di oliva “Tempa de’Serra” prodotto da Tenuta Mainardi da blend Nostrale-Frantoio-Coratina
Delizia al limone Filippo Cascone
Gelato Caffè alla Nocciola “Vanilla Ice” di Pina Molitierno
Liquore di bufala campana “Guappa” Distilleria Petrone

Ed il ciclo di quattro appuntamenti di AvVinO condotto da Angela Merolla, presso l’enoteca Bossa, non poteva che concludersi al meglio.

Annamaria Toscanelli

domenica 3 aprile 2016

Una pizza al giorno...



Sono state presentate in data 22 marzo 2016, presso la struttura di Eccellenze Campane di Via Brin a Napoli, le prime tre pizze appositamente studiate per patologie o condizioni specifiche dell'essere umano.
Che la pizza sia l'alimento completo per eccellenza in grado di soddisfare il fabbisogno nutrizionale ed energetico di una persona è ormai universalmente noto.
Dalla collaborazione con www.nutrirelavita.com, team di bioterapisti nutrizionali, rappresentati per l'occasione da Fausto Aufiero, Eccellenze Campane e il maestro pizzaiolo Guglielmo Vuolo, già "creatore" dell'impasto all'acqua di mare, naturalmente iposodico e più facilmente digeribile, sono nate infatti cinque pizze dedicate al benessere.
Le tre pizze presentate durante la serata del 22, alla presenza di Paolo Scuderi, Presidente di Eccelleze Campane, il maestro Guglielmo Vuolo, il promotore di Nutrire la vita, Fausto Aufiero e il giornalista ANSA Alfonso di Leva che ha moderato l'incotro, sono:
"Tiresia", una marinara con pomodoro del piennolo del Vesuvio conservato in acqua e sale, aglio dell'Ufita, origano dei Monti Alburni, alici fresche e semi di Canapa, ideale per il controllo del peso, senza latticini e con ingredienti idonei a stimolare il matabolismo;

"Vita", pizza bianca con crema di ricotta di bufala, pinoli tostati, polvere di curcuma, petali di fiori essiccati e gocce di olio di noci, ideale per le donne che in gravidanza hanno l'esigenza di controllare il peso pur assumendo i nutrienti fondamentali e di favorire anche i processi digestivi;

"Eracle", pizza bianca con bresaola di bufala, portulaca, cacioricotta del Cilento, olio di noci e zeste di limone, l'ideale per chi pratica attività sportiva ed ha la necessità di reintegrare proteine, vitamine e sali minerali.

Queste tre pizze sono già presenti nel menù di Guglielmo Vuolo ad Eccellenze Campane Mare a Via Partenope.
A queste faranno seguito "Poseidon", marinara con pomodoro confit aromatizzato allo zenzero, prosciutto di maiale di razza casertana, sedano, olio al peperoncino e curcuma, appositamente studiata per prevenire meteorismo e gonfiore e "Faustus", margherita bianca con fior di latte, pesto di basilico, pinoli e mandorle tostate, perfetta per combattere ansia e stress.
Ovviamente tutte le pizze sono farcite con selezionati ingredienti campani e dell'Appennino meridionale.


giovedì 17 marzo 2016

Racconti di Grano...

Si è svolta il primo marzo, presso la Scuola di Cucina e Pasticceria Dolce e Salato di Maddaloni, la prima edizione di "La nostra Pastiera", Racconti di Grano, evento ideato da Mario Palma, amministratore unico dell'azienda Chirico e dagli chef Aniello Di Caprio e Giuseppe Daddio, titolari e ideatori di questa importante realtà che è la scuola formativa sita in Maddaloni.
Partner principale di questa iniziativa è stata appunto l'azienda Chirico, produttrice di grano per pastiera, commercializzato in latta dal 1973 da una idea della signora Annamaria Chirico e dei suoi fratelli.
L'azienda Chirico nasce in realtà nel lontano1895, fondata da Luciano Chirico e oggi è guidata dalla signora Annamaria, pronipote del fondatore, e da suo figlio Mario. 
Annamaria ha a cuore il prodotto di punta della sua azienda e testa personalmente la qualità del "suo" grano, tanto da arrivare a sperimentare anche nuovi utilizzi di questo ingrediente base della pastiera.
Grazie alle sue sperimentazioni, infatti, sono state messe a punto numerose ricette, dolci e salate, tutte a base di grano Chirico, che spaziano dai semplici dolci da colazione alle cheesecake.
Grano Chirico inoltre, grazie ad un particolare processo di cottura del prodotto ha ottenuto una
ulteriore innovazione, ottenendo la gelificazione dell'amido in esso contenuto, consentendo così una riduzione dei grassi normalmente necessari per la realizzazione dei dolci.
L'evento, condotto da Antonella D'Avanzo e moderato dal giornalista del Mattino di Napoli Luciano Pignataro, ha visto la partecipazione di venti pasticceri impegnati nella realizzazione della pastiera, dolce simbolo della Pasqua che trova sempre più riscontro in tutti i periodi dell'anno.
Ciascun pasticcere ha realizzato la propria versione dello storico dolce, dalle più tradizionali a quelle più innovative.
Un trionfo di profumi e sapori ha quindi pervaso la Scuola Dolce e Salato, sia nelle versioni più classiche della pastiera che in quelle moderne, proposte nientemeno che in versione semifreddo o gelato. Con crema, senza crema, con canditi, con composta di arance, con grano messo in infusione nel vino Casavecchia, con ricotta di bufala, vaccina o di pecora, ognuno ha lavorato secondo le proprie tradizioni e/o usanze, partendo molto spesso da antiche ricette di famiglia.
Insieme ai venti pasticceri, anche la signora Annamaria Chirico, che ha preparato "in diretta" i suoi dolci a base di grano cotto e Antonino Maresca, docente presso la "Dolce e Salato" che ha proposto la sua pastiera. 
Per l'occasione, gli allievi del corso di "Bartender" con il loro docente Roberto Onorati, hanno preparato un cocktail con infuso di limoni dell'Antica Distilleria Petrone, "O Chiric Chic".
I pasticceri intervenuti sono stati:
Anna Chiavazzo della pasticceria "Il Giardino di Ginevra" di Casapulla, con la pastiera al Casavecchia;
Antonio Capuano, Campione Mondiale di Gelateria al Sigep di Rimini;
Sabatino Sirica, maestro pasticcere di grande tradizione partenopea, titolare dell'omonima pasticceria in San Giorgio a Cremano, pasticcere della S.S. Calcio Napoli e fresco di festeggiamenti per il 40° anno di attività e ha presentato una pastiera dalla ricetta classica;
Mario Di Costanzo, titolare della Pasticceria "Di Costanzo" di Napoli, formatosi presso la "Boscolo Etoile Academy";
Biagio Martinelli, pasticceria "I Gemelli" di Villa di Briano, formatosi proprio presso la "Dolce e Salato", proveniente da una famiglia di pasticceri;
Michele Sparono, della storica pasticceria "Sparono" di Caiazzo, che prosegue l'attività del padre e con una continua ricerca crea nuove delizie con i prodotti della sua terra d'origine;
Pasquale Della Ventura, pasticceria "Lombardi" di Maddaloni, che arricchisce la sua pastiera con composta di arancia, crema pasticcera e ricotta di bufala;
Salvatore Santacroce, pasticceria "Arco Adriano" di Santa Maria Capua Vetere, con una pastiera che rispetta la tradizione;
Giuseppe Mascolo, pasticceria "Mascolo" di Visciano, cresciuto in pasticceria e formatosi poi con grandi nomi della cucina e della pasticceria con una pastiera arricchita dal cioccolato;
Raffaele Di Donato della pasticceria "Cappiello" di Santa Maria Capua Vetere che oltre ad una pastiera tradizionale presenta anche un semifreddo di pastiera;
Giuseppe Monti, altro allievo di Aniello Di Caprio e Giuseppe Daddio, attualmente pasticcere presso la pasticceria "Vecchio Mulino" a Caivano, fautore della tradizione e specializzato in dolci da colazione;
Alessandro Izzo,  Pasticceria "Nobile" Castellammare di Stabia, famiglia di pasticceri, formazione alla "Dolce e Salato", grande ricerca sui lievitati e pastiera della tradizione arricchita da crema pasticcera;
Paspuale Tucci, Pasticceria "Lisa" Secondigliano, che ha preparato una classica pastiera senza aggiunta di crema pasticcera;
Antonio Angora, Pasticceria "Caldarelli Dolce e Salato" Mercato San Severino, vincitore di diversi concorsi, appassionato di cioccolato;
Silvano Amen, Pasticceria "Coco's" Comiziano, rivisita il classico in chiave moderna e presenta una pastiera della tradizione;
Guido Sparaco, Pasticceria "Sparaco", Castel Morrone, una vita in pasticceria, artista esperto di torte monumentali;
Antonio Celentano, Pasticceria "Andrea e Gianni", Vico Equense, vincitore di concorsi internazionali, da alla sua pastiera una profumazione tipicamente "costiera" aggiungendo una composta di arance;
Pietro Sparago, Pasticceria "Re dei Dolci", Castel Morrone, famoso il suo casatiello dolce, vincitore di concorsi, innova anche in fatto di pastiera presentando un dolce con strisce di pasta brioche aromatizzato all'arancia ripieno di pasta di mandorle con ricotta di bufala;
Salvatore Tortora, capo pasticcere presso Pasticceria "Leopoldo dal 1940", Napoli, della famiglia Infante che propone una pastiera con grano cotto nel latte di bufala e con all'interno ricotta di bufala;
Ciro Di Gesto, Pasticceria "Pina", Napoli, già Presidente dell'Associazione Pasticceri Napoletani, organizzatore di concorsi internazionali, premiato per il suoi 50 anni di pasticceria.
Annamaria Chirico con i suoi prodotti e l'omaggio ai blogger.



  
 

Carrellata di pastiere
Pastiera aromatizzata all'arancia 
Annamaria Chirico all'opera. 
Pasticceri...
Pasticceri...
E ancora...
Pastiere e dolci al Grano cotto.
Una prima edizione piacevolissima, un team di pasticceri di alto livello, dei perfetti padroni di casa, una simpaticissima Annamaria Chirico.
Alla prossima!!!

lunedì 4 gennaio 2016

"Senza pensieri"...nel cuore di Napoli.


Mi piace iniziare il nuovo anno raccontandovi di un posto molto particolare, ubicato nella parte antica della città di Napoli, a Via Mezzocannone per la precisione, luogo notissimo ai più perché sede di diverse Università cittadine. 
Vi parlerò infatti di Osteria "La Chitarra", caratteristico locale guidato dal proprietario e chef Peppe Maiorano e dalla moglie Anna Maria Palumbo, che propone ai suoi avventori una cucina napoletana che non si lascia travolgere dalle mode ma resta saldamente ancorata alla tradizione.
A "casa" di Peppe ed Anna Maria, perchè in effetti all'Osteria "La Chitarra" sembra proprio di essere a casa, si respira un'aria di famiglia, di tranquillità, insomma è il posto giusto dove passare le serate a chiacchierare con gli amici, godendo della ottima cucina dello chef e, volendo, facendosi accompagnare da un pò di musica napoletana.
L'atmosfera che si respira a "La Chitarra" è particolare, rilassata, legata ai ricordi di una Napoli malinconica forse, ma mai stucchevole, esagerata o chiassosa, come troppo spesso (e talvolta a torto) invece si tende ad etichettare l'immagine della città. 
Il locale è piccolo, circa trenta coperti, cosa che permette una conduzione della sala veloce e attenta.
La forza della cucina di Peppe, forse, è data proprio dalla formula da lui utilizzata, che è quella di seguire una linea ben precisa, schematica quasi, che permette di non sbagliare un colpo, supportata dalla qualità delle materie prime utilizzate. 
Lo chef si approvvigiona personalmente delle delizie che mette in tavola, come ad esempio i salumi e formaggi che acquista personalmente nella zona dei Monti Lattari.
Nel menù della "La Chitarra", pochi piatti (per dare la giusta "attenzione" e preparazione ad ogni pietanza), ovviamente della tradizione partenopea, un antipasto (da provare senz'altro le polpette di pane fritte), pochi primi (raramente più di quattro), pochi secondi (stesso discorso dei primi), qualche contorno e un paio di dolci realizzati da Anna Maria, salvo poi trovare le "variazioni" stagionali, qualche piatto dei periodi di festa o qualche sorpresa giornaliera dello stesso Peppe. E questa linea vale anche per i vini, poche bottiglie campane scelte per accompagnare bene il tipo di cucina del locale.
I "classici" presenti sempre in carta sono le "Linguine alla Cetarese" e i "Paccheri Allardiati": difficile scegliere, i primi di Peppe sono sempre perfetti sia nella cottura che nel condimento.
Quasi sempre presente anche la "Zuppa di Fagioli alla Maruzzara": altro classico senza tempo e senza stagioni, ma tutta da gustare.
L'antipasto di Osteria La Chitarra.
Le linguine alla cetarese.  
I paccheri allardiati.
Tra i secondi, "Baccalà con i ceci" (ma qualche volta anche in cassuola o fritto), "Salsiccia velata con broccoli e provola", "Polpette al sugo con uvetta e pinoli", altro grande classico della cucina tradizionale napoletana. 
Baccalà con i ceci.
Salsiccia velata.
Peppe, però, è un padrone di casa attento e preciso e quindi coccola i suoi ospiti a seconda della stagione: da non perdere in inverno la "Minestra maritata", la "Genovese", le braciole di cotica di maiale, il "Casatiello" classico e quello con il soffritto, una rivisitazione di Peppe, dedicata a giorni speciali, il tutto realizzato sempre con mano sapiente e calibrata, senza pesantezza.
La Maritata.



Il casatiello con soffritto

La genovese.
In primavera e estate invece, oltre ai classici si alternano "Spaghetti allo Scammaro" antica ricetta per i giorni in cui non è possibile mangiare carne, alla "Puttanesca", alla "Nerano" oltre ai famosi "Peperoni imbottiti", che fanno il loro ingresso nella cucina dell'Osteria ad inizio estate per scomparire verso la fine di settembre, tutto secondo stagionalità.
Lo scammaro.

La puttanesca.
Un locale dove stare con gli amici dicevo, dove assaporare una cucina che, pur ricca nelle materie prima, regala sensazioni quasi "da famiglia" e che proprio per questo riesce a cullare l'ospite e portarlo fuori dalla quotidianità, "senza pensieri", secondo l'adagio popolare...
Una pausa gradita dalla vita frenetica e caotica di tutti i giorni, un rifugio quello di Peppe e Anna Maria, pronto ad accogliere chiunque voglia provare almeno una volta la loro cucina e la loro ospitalità, per scoprire o riscoprire la vera essenza di Napoli e della sua storia culinaria.


 Osteria La Chitarra
Rampe San Giovanni Maggiore
Napoli
Tel. 0815529103
Aperto solo a cena
Chiuso la domenica 


lunedì 28 dicembre 2015

Natale, biscotti e ricordi...


Il periodo natalizio, si sa, è particolare e ricco di significati che, possono essere diversi per ognuno di noi.
Porta con se tutta una serie di ricordi, di momenti della nostra vita che riemergono propotentemente in questi giorni, spesso anche contro la nostra volontà.
Ci tornano così alla mente i Natali passati (avete presente Scrooge?) e con loro tutte le persone che hanno fatto parte della nostra vita e che oggi purtroppo non ci sono più.
Visto che in questo blog si parlerebbe di cibo, il ricordo che voglio condividere questa volta è anch'esso legato a qualcosa da mangiare e, nello stesso tempo, ad una persona che, purtroppo, manca da qualche anno. 
Chi come me, ha frequentato o frequenta forum di cucina, sa che nel periodo natalizio risalta fuori ogni anno il "tormentone" dei biscotti di Natale che si riferisce ad una usanza piuttosto in voga in alcuni paesi europei tipo Germania e l'Austria ma anche in alcune regioni italiane come il Trentino, ma che viene ormai ripresa un pò ovunque.
Tale usanza consiste nella preparazione, in casa, di diverse tipologie di biscotti, burrosissimi ovvio, da regalare poi a parenti e amici in piccole e curate (più o meno) confezioni, sempre realizzate a mano.
Uno dei forum di cucina che ho maggiormente frequentato e amato e che tante cose mi ha insegnato in questa materia è Coquinaria. A questo forum continua a legarmi un affetto particolare perchè, come credo succeda in molti di questi "luoghi del web", grazie ad esso ho intessuto una serie di amicizie, molte non solo virtuali, con persone che hanno arricchito il mio bagaglio culinario ma soprattutto la mia vita.
Stasera vi lascio  la ricetta dei "Chiffeletti di Cansado" gli unici biscotti che ho preparato per il Natale appena passato.
Marco, "Cansado" appunto, era un amico, purtroppo conosciuto solo virtualmente su Coquinaria, e scomparso prematuramente nel dicembre del 2011.
Fu un dicembre bruttissimo, rattristato ancor di più dalla notizia della scomparsa di Marco che lasciò tutti quelli che lo avevano anche solo incrociato sul web sgomenti e con un grosso macigno sul cuore.
Purtroppo, proprio come nella vita reale, anche le persone conosciute in rete a volte ci lasciano prematuramente e proprio come nella realtà non si è mai pronti ad accettare queste cose.
Forse per questo motivo quel Natale del 2011 mi misi all'opera e preparai enormi quantità di chiffeletti. Il mio cuore e le mie mani sentivano di doverlo fare e così fu.
Da allora mi è capitato spesso di rifarli, prima di Natale ovviamente, quasi sempre nella versione alle mandorle, la più gradita a casa mia, e di regalarne un pò. Peccato che ci li riceve non sappia che il motivo per il quale li preparo è affettivo più che goloso (ma sono buonissimi fidatevi) ed anche un pò egoistico, perchè sfornando questi profumati biscottini mi sembra quasi di colmare i vuoti che la vita crea.
I chiffeletti di quest'anno erano per Marco, per Pina e per tutti quelli di cui possiamo sentire la mancanza nella nostra vita...

Chiffeletti di Cansado o Vanillkipferl
300 gr di farina 00
250 gr burro
125 gr zucchero
125 gr farina di noci, nocciole o mandorle
3 tuorli
vaniglia o acqua di rose o di fiori d' arancio
zucchero a velo
Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente e impastare velocemente tutti gli ingredienti. Formare una palla e tenerla in frigo almeno un'ora fino al massimo di un giorno. Estrarla dal frigo e dividerla in due parti uguali. Dividere queste due parti a metà e così via fino a formare 64 pezzi e da ciascuno ricavare poi delle lunette. Cuocere in forno a 160 gradi non più di 15 minuti (non devono prendere colore). Aspettare che si raffreddino prima di maneggiarli. Cospargerli di zucchero a velo e metterli a strati in una scatola di latta. Migliorano col passare dei giorni (se ci arrivano...)

sabato 21 novembre 2015

Marmellata di zucca al cardamomo e pepe nero...a modo mio.


Come sempre un pò in ritardo sono qui a raccontarvi qualcosa. Non che la cosa interessi a molti, per carità, ma si sa, ai giorni nostri noi logorroici abbiamo trovato un ulteriore modo per dare sfogo alla nostra irrefrenabile voglia di parlare, chiacchierando, spesso da soli, in questa sorta di moderno confessionale che è la rete.
Vi racconto oggi il mio esperimento con la zucca, proprio nel giorno di Halloween, novella quanto inutile (e commerciale) festa mutuata dai cugini anglofoni. 
Mentre molti si preoccupavano di dover scegliere tra "dolcetto o scherzetto" io, impermeabile alle nuove usanze, quasi nostalgica di un non troppo lontano passato in cui le stagioni non erano scadenzate dalle campagne pubblicitarie e al Natale si cominciava a pensare dopo l'8 dicembre e non dopo Halloween, nella mia piccola cucina provavo a trasformare questo prodotto di stagione che nell'immaginario dei più giovani viene, quasi esclusivamente, associato alla suddetta ricorrenza.
Avevo in dispensa, oltre alla grande zucca procuratami da mia mamma, i tanto desiderati semi di cardamomo, regalo di un'amica. 
Il solito veloce giro in rete ma la maggior parte delle marmellate di zucca richiedeva tempi di cottura abbastanza lunghetti. Volevo qualcosa di diverso, che si avvicinasse alle mie adorate marmellate di Madame Ferber, ma niente.
Quindi che si fa? Una prova, ovvio!
E' nata così la marmellata di zucca al cardamomo e pepe nero a modo mio, ottima per accompagnare formaggi, soprattutto stagionati.
Marmellata di zucca con cardamomo e pepe nero e pecorino lucano stagionato.

Marmellata di zucca al cardamomo e pepe nero secondo il metodo Ferber... a modo mio
1 kg di zucca già pulita
650 gr di zucchero
200 ml di acqua 
il succo di mezzo limone
semi di cardamomo
pepe nero in grani
Per prima cosa tagliate a pezzetti abbastanza piccoli la zucca, ponetela in un contenitore capiente e preferibilmente con coperchio. Aggiungete l'acqua, lo zucchero, il succo di limone, il cardamomo e il pepe. Lasciate a macerare almeno un'ora e dopo aver trasferito il tutto in una capiente pentola, preferibilmente bassa, portate a bollore per pochi minuti.
A questo punto versate nuovamente tutto nel primo recipiente, coprite con un figlio di carta forno e richiudete. Quando sarà freddo, conservate il recipiente in frigo per almeno 24 ore. Passato questo tempo dovreste riportare la zucca a bollore ma io, per dimenticanza, non l'ho fatto.
Ho ripreso il contenitore dal frigo dopo due giorni interi e a quel punto, dopo aver eliminato la maggior parte dei semi di cardamomo e dei grani di pepe nero, ho fatto cuocere la zucca macerata e il suo liquido fino al bollore. Nel procedimento di Madame Ferber la frutta viene aggiunta allo sciroppo dopo il raggiungimento del 105° ma in questo caso, avendo la zucca una consistenza più dura, ho lasciato cuocere insieme. Dopo i primi bollori ho separato la zucca dallo sciroppo e ho fatto raggiungere a quest'ultimo i fatidici 105°.
A questo punto ho aggiunto nuovamente la zucca, lasciato cuocere ancora un pò e dato due o tre passate di frullatore ad immersione.
Ancora qualche minuto e dopo la prova piattino, se volete, potrete invasare la marmellata nei vasetti precedetemente sterilizzati in forno per una decina di minuti a 130°. Facendo attenzione a non ustionarvi richiudete i vasetti e capovolgeteli su un panno lasciandoli così fino al raffreddamento.

lunedì 9 novembre 2015

Alla scoperta dell'Asiago Dop e non solo...

Anche se con un pò di ritardo, voglio raccontarvi la bellissima esperienza vissuta il 29 e 30 ottobre scorsi al ristorante "Gli Scacchi" a Casertavecchia, che per la prima volta mi ha visto partecipe dell'organizzazione di un evento nel mondo del food che tanto mi appassiona e mi diletta.
Il patron Gino Della Valle, con la collaborazione del giornalista enogastronomico Vincenzo D'Antonio, ha dato vita ad un interessante percorso degustativo che ha avuto come protagonista indiscusso l'Asiago Dop, proveniente dall'altopiano di Asiago, nelle sue diverse stagionature, fresco o "pressato", mezzano (4 mesi), vecchio (12 mesi) e stravecchio (24 mesi).
Le due serate si inseriscono in una serie di eventi che il ristorante "Gli Scacchi" proprone con buona frequenza, volti a promuovere generalmente il territorio campano e i suoi prodotti, anche grazie alla superba cucina della chef Marilena Giuliano che riesce a coniugare nei suoi piatti territorialità, stagionalità e competenza, senza disdegnare eccellenze "non locali", come nel caso in esame.
Entrambe le serate hanno avuto inizio con un laboratorio durante il quale le 4 "varianti" del formaggio, tutte di alpeggio, sono state degustate con grandi abbinamenti; nello specifico, la prima sera in abbinamento allo Sforzato della Valtellina "Il Montescale" DOCG 2009, azienda "Nobili", un raffinato rosso ottenuto da uve nebbiolo, mentre la seconda sera ha visto l'accostamento alle grandi birre proposte da Gilberto Acciaio, Master Biersommelier dell'Akademie Doemens di Grafelfing.
L'asiago e il "Montescale"
L'asiago e le birre, con Gilberto Acciaio
 A seguire, in entrambe le serate, due grandi cene della chef  Marilena, che con la sua abilità, è riuscita a coniugare prodotti del territorio campano e presidi slowfood alle varie stagionature del formaggio d'alpeggio, dimostrando che ai fornelli non esistono confini territoriali.
Gli antipasti.

I primi piatti delle due serate.

I secondi.

I dolci
Le due cene sono state arricchite dalla presenza di due winemakers campani che, con i loro eccellenti vini, hanno contribuito ad allietare la già piacevolissima atmosfera.
Giovedì 29 Francesco Rao, con i suoi vivaci "Pallagrello" in versione bianca e nera, ci ha fatto conoscere la sua azienda che ha sede alle porte di Caiazzo.
Francesco Rao e i suoi vini.
Venerdì 30 è stata la volta di Antonio Papa, che ci ha presentato due etichette, il "Conclave" e il "Campantuono" della sua cantina, facendoci consocere la versione "moderna" di uno dei vini più antichi del mondo, il Falerno.
 
Antonio Papa e il suo Falerno.
La partecipazione a serate come queste dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che "mangiare consapevolmente", conoscere la storia nascosta dietro ogni prodotto, ogni pietanza, aumenta la "percezione" del cibo, allietando la testa, oltre che lo stomaco.



Gli Scacchi

Via Provinciale per Casertavecchia, 3
81100 Caserta
0823371086
3478260155

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